Albidona

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Meteogramma di Albidona (CS)

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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Albidona (IPA[ˌal.bi.ˈdoː.na][4] Albïdonë [ˌal.bə.ˈdoːnə][senza fonte] in dialetto albidonese[5] o l’Aguïdonë [ˌlːaɣwəˈdoːnə][senza fonte] in dialetto arcaico, forma ormai desueta) è un comune italiano di 1128 abitanti[1] della provincia di Cosenza in Calabria.

Si trova nell’alto Ionio Cosentino e faceva parte, fino alla sua soppressione[6], della comunità montana Alto Ionio, della quale era il terzo comune sia per estensione che per popolazione.

Secondo fonti antiche[7], Albidona sorge nei pressi delle rovine dell’antica città magno-greca Leutarnia, fondata dall’indovino Calcante, esule della guerra di Troia.

Le sue origini storiche risalgono almeno all’XI secolo: fra i suoi primi feudatari figura anche il poeta Ruggiero d’Amicogiustiziere e poi cospiratore di Federico II di Svevia ed esponente della scuola poetica siciliana; fra gli ultimi, compare Ottavio Mormileministro degli esteri di Gioacchino Murat.

Il comune è centro di notevole interesse geologico, legato principalmente agli studi sulla formazione del flysch di Albidona, una conformazione che si estende lungo tutto il territorio di confine tra Calabria e Basilicata.

Inoltre, gode di modesta rilevanza gastronomica, legata soprattutto al salame crudo di Albidona, inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani della regione Calabria.[8]

Il comune ospita uno dei primi monumenti ai caduti di tutte le guerre eretti in Calabria (1966).

Dal 2019 fa parte della rete Borghi Autentici d’Italia.[9]

Albidona è un piccolo ed antico centro montano posto tra l’Alto Ionio Cosentino e il massiccio del Pollino, quasi ai confini della Lucania, posto a 810 m s.l.m. L’altitudine del centro abitato varia tra 700 (località Cutùra o Pietà) e 818 m s.l.m. (Timpone Castello). L’altitudine convenzionale del centro abitato è 810 m s.l.m., riferita alla posizione della vecchia Casa comunale, mentre l’altitudine del Municipio è di circa 760 m s.l.m.

Il centro abitato sorge su tre monti (timpòni) attigui, il Timpone Castello, il T.ne Fronte e il T.ne Guardiano. Questa posizione gli consente di avere una singolare forma a mezza luna, con il centro storico rivolto verso sud-est e il quartiere nuovo (Piano Giumenta) rivolto verso sud-ovest.[10]

Il territorio (64,67 km²[11]) si estende dal mare all’alta montagna (Timpone della Foresta – 1124 m), da dove si possono raggiungere percorrendo per pochi chilometri la strada provinciale Albidona-Alessandria del Carretto, il Monte Sparviere (1713 m) e i confini orientali del Parco nazionale del Pollino.[10]

Infatti, tra i comuni dell’Alto Ionio che hanno una porzione di costa nel loro territorio, Albidona ha il territorio con maggiore escursione altimetrica (1124 m).[12] Il territorio albidonese confina con i comuni di Alessandria del Carretto (nord-ovest), OrioloCastroregio (nord), Amendolara (nord-est), Trebisacce (sud-est) e Plataci (sud-ovest).

L’altitudine media del territorio è di circa 477 m s.l.m.[13]

Il territorio di Albidona è uno dei più vasti dell’Alto Ionio Cosentino, preceduto nel comprensorio soltanto dai comuni di Oriolo e Cerchiara di Calabria. Si estende costituendo una forma triangolare, che vede come suoi vertici[10]:

  • a sud, la località Probato, che costituisce il punto d’incontro fra i comuni di Trebisacce, Plataci (dal quale è diviso dal Torrente Saraceno) e Villapiana, sebbene quest’ultimo non confini direttamente con il territorio albidonese;
  • a nord-ovest, la località Masseria Grande, posta a ridosso del letto del Saraceno, nel punto di incontro con i comuni di Plataci e Alessandria del Carretto;
  • a est, la Marina, estremità nord-orientale del Piano della Torre (ricadente perlopiù in territorio di Trebisacce) e del Piano dei Monaci (in territorio albidonese). Questa rappresenta l’area più pianeggiante del territorio, nonché fra le più fertili, che arriva ad affacciarsi sul Mar Ionio, con un breve tratto di spiaggia con pineta, largo soltanto 170 metri. Questo piccolo triangolo di territorio è collocato fra i comuni di Trebisacce e di Amendolara, che proprio per sua presenza, non si presentano strettamente limitrofi.

I due lati sud-occidentale e settentrionale sono ben delineati dalla conformazione idro-orografica, mentre quello sud-orientale è meno definito.

  • il lato sud-occidentale è definito completamente dal letto della fiumara Saraceno, il corso d’acqua più lungo del territorio, che nasce fra i monti dello Sparviere (in territorio di Alessandria del C.), dopodiché definisce esattamente la linea di confine fra i comuni di Albidona e Plataci, dopodiché scorre verso il mare fino a giungere alla sua vasta foce, definendo così il confine fra i comuni di Trebisacce e Villapiana;
  • Grandangolo del crinale montuoso che delimita a nord il territorio albidonese, con i nomi e le altitudini dei principali rilievi.Mucche al pascolo in località Farniglio (Manganile). Sullo sfondo il letto della fiumara Avena e il mar Ionio.frassini ultracentenari di località Rosaneto, un vero “locus amoenus” del territorio albidonese.In primo piano: le colline di Maristella con la Masseria omonima; in secondo piano: la Torre di Albidona. Sullo sfondo: il golfo di Corigliano.il lato settentrionale è definito da un crinale montuoso alquanto esteso, che si diparte dal Timpone della Foresta (più precisamente dalla Garoccella) fino ad incrociare, soltanto nell’ultima parte prossima alla foce, il torrente Avena. Si susseguono così la Sequa, la Serra Manganile, il timpone Turrisi, il timpone Micari (sovrastato dal bosco e dalla cima del timpone Vetrici, ricadente nel territorio di Amendolara), il timpone Gavazzo, la Serra della Tavola, il timpone Matosa e la Serra Palazzo. Il crinale pertanto divide il territorio albidonese dai comuni di Amendolara (a nord-est), di Castroregio e Oriolo con la sua exclave del Bosco di Oriolo (a nord) e di Alessandria del Carretto (a nord-ovest). Da questo ultimo, oltre che dalla Garoccella, è diviso da un più breve crinale che si approfonda, a partire dalla Recolla del Cornale verso il letto del Saraceno, costituito dal Pizzo di Cornaccia, il timpone Tolla, il timpone di Cerasale.
  • il lato sud-orientale, invece, è meno definito, poiché prettamente collinare e pianeggiante. Esso costituisce l’intera linea di confine con il comune di Trebisacce. Partendo dall’area più meridionale (Probato e Punta ‘i l’Api), segue in modo più o meno fedele l’indistinto crinale della Destra di Mostarico, fino alla sua vetta, nei pressi della quale è collocata la Torre Petagna, con la Grotta dei Briganti (in territorio di Trebisacce). Dopodiché, si continua nuovamente in discesa verso il letto del torrente Pagliara, seguendo in parte il corso del canale Mele e il Piano di Castagna. Superato il torrente, incrocia così il torrente della Bruca, con la sua Valle, e poi attraversa le località Punciuto (incrociando la SP153) e Andrella. Da lì incrocia così il letto del Canale Monaco, poi le località Filippello e Manca dell’Occhio, e così nuovamente il Canale Angelone. Superato questo, costruisce un’insenatura nel territorio di Trebisacce, con il Piano degli Schiavi e il Piano dei Monaci, superato il quale si rivolge verso la costa, sormontata dalla seicentesca Torre dei Monaci.
INFORMAZIONI
Albidona
comune
Localizzazione
Stato Italia
Regione Calabria
Provincia Cosenza
Amministrazione
SindacoLeonardo Aurelio (lista civica Avanti per Albidona) dal 4-10-2021
Territorio
Coordinate39°55′27.12″N 16°28′12″E
Altitudine810 m s.l.m.
Superficie64,67 km²
Abitanti1 107[1] (31-3-2024)
Densità17,12 ab./km²
FrazioniCutura
Comuni confinantiAlessandria del CarrettoAmendolaraCastroregioOrioloPlataciTrebisacce
Altre informazioni
Cod. postale87070
Prefisso0981
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078006
Cod. catastaleA160
TargaCS
Cl. sismicazona 2 (sismicità media)[2]
Cl. climaticazona E, 2 418 GG[3]
Nome abitantialbidonesi
Patronosan Michele Arcangelo
Giorno festivo8 maggio
P a n o r a m i W e b