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Meteogramma di Campo Imperatore (AQ)

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Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.

Gran Sasso d’Italia (o semplicemente Gran Sasso) è il massiccio montuoso più alto degli Appennini e dell’Italia peninsulare, situato interamente in Abruzzo, nella dorsale più orientale dell’Appennino abruzzese, al confine fra le province dell’Aquiladi Teramo e di Pescara.

Composto da diversi e adiacenti gruppi montuosi e compreso tra i Monti della Laga a nord-ovest (da questi separato dall’alta Valle del Vomano e la Strada statale 80 del Gran Sasso d’Italia che l’attraversa), il teramano a nord-est, la piana di Assergi e la Conca Aquilana a sud-ovest, la Piana di Navelli e la Valle del Tirino a sud, le Gole di Popoli a sud-est, è un’area ambientale tutelata con l’istituzione del parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e su di esso ricadevano la comunità montana Gran Sasso e la comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli.

Dai suoi punti più distanti, ovvero il Passo delle Capannelle a nord-ovest e le Gole di Popoli a sud-est, il massiccio misura circa 50 km in lunghezza e 15 km in larghezza con un perimetro di circa 130 km; orientato da nord-ovest e a ovest a sud-est, come la grande maggioranza dei gruppi montuosi appenninici e preappenninici, ma con caratteristiche ben più aspre di alta montagna, fa parte della dorsale più orientale dell’Appennino abruzzese assieme alla Maiella più a sud e consta di due sottocatene principali parallele in senso longitudinale: la prima, più orientale e più aspra, si estende dal Monte Corvo (2.623 m; nord-ovest) al Vado di Sole (sud-est).

La sottocatena occidentale, meno elevata e aspra, si estende invece dal Passo delle Capannelle e dal Monte San Franco (2.132 m; nord-ovest) al Monte Capo di Serre (1.771 m; sud-est); al di là di questa zona centrale vi è un’ampia zona sud-orientale, chiamata dei “contrafforti occidentali“; questi sono caratterizzati da numerosi rilievi meno elevati: Monte Ruzza (1.643 m), Monte Bolza (1.904 m), Monte Camarda (1.384 m), Monte Cappucciata (1.802 m), Monte Picca (1.405 m) e molti altri, fino alle Gole di Popoli. Le cime maggiori si trovano nella sottocatena settentrionale: il Corno Grande (che consta di quattro vette principali[1], quella orientale (2.903 m), la centrale (2.893 m) il torrione cambi (2.875 m) e la maggiore, quella occidentale (2.912 m,[2] che è anche la vetta più alta di tutti gli Appennini) e il Corno Piccolo (2.655 m); incastonato dentro una conca e protetto dalle quattro vette che costituiscono il Corno Grande si trova il Ghiacciaio del Calderone, il secondo ghiacciaio più meridionale d’Europa[3].

Alternativamente il massiccio può essere suddiviso in tre grandi aree latitudinali: la parte settentrionale dal Passo delle Capannelle al Monte Portella che raggruppa le cime maggiori, la parte centrale corrispondente all’altopiano di Campo Imperatore con le sue cime e la parte meridionale che degrada dolcemente da Campo Imperatore fino alla Valle del Tirino e all’Altopiano di Navelli con i suoi borghi montani; nel cuore del massiccio, tra le due sottocatene, è presente il vasto altopiano di Campo Imperatore e tra le cime maggiori la conca di Campo Pericoli, oltre che profonde valli che ridiscendono tra le suddette cime (Vallone delle CornacchieValle dell’InfernoVal MaoneValle del Rio ArnoValle del VenacquaroValle del ParadisoVal Chiarino); da un punto di vista geomorfologico, il massiccio presenta scenari paesaggistici abbastanza diversi e unici nei due versanti: quello occidentale aquilano scosceso, ma prevalentemente erboso, e quello orientale teramano a maggior dislivello più aspro e roccioso.

Complessivamente l’altitudine, la composizione delle rocce, il tipo di erosione a cui è stato soggetto, fanno del Gran Sasso la montagna appenninica più simile ai gruppi alpini dolomitici; data la sua elevazione, che la differenzia dalle altre catene appenniniche, il massiccio è ben visibile da tutti i principali gruppi montuosi dell’Appennino centrale e oltre, dal Monte Conero al Gargano e anche – nelle giornate particolarmente limpide – dai massicci montuosi della Dalmazia (Alpi Dinariche).

nomemetri
Corno Grande, Vetta Occidentale2912 m
Corno Grande, Vetta Orientale2903 m
Corno Grande, Vetta Centrale2893 m
Corno Grande, Torrione Cambi2875 m
Corno Piccolo2655 m
Pizzo Intermesoli, Vetta2635 m
Monte Corvo2623 m
Monte Camicia2564 m
Monte Prena2561 m
Pizzo Cefalone2533 m
Monte Aquila2494 m
Pizzo Intermesoli, Vetta Settentrionale2483 m
Monte Infornace2469 m
Cima delle Malecoste2444 m
Gendarme delle Malecoste (Cima Wojtyla o Giovanni Paolo II)2425 m
Monte Portella2385 m
Monte Brancastello2385 m
Torri Casanova2362 m
Pizzo di Camarda2332 m
Monte Tremoggia2331 m
Picco Pio XI2282 m
Monte della Scindarella2233 m
Monte Brancastello, Anticima Orientale2230 m
Pizzo S. Gabriele2214 m
Monte Ienca2208 m
Monte S. Franco2132 m
Il Morrone2067 m
Monte Siella2027 m

Dal punto di vista geologico è un massiccio di origine sedimentaria costituito da calcaridolomia, generalmente compatti, e marne. Originatosi circa 6 milioni di anni fa (Miocene), nel contesto dell’emersione degli Appennini, subì successivamente fasi di spinta e compressione che generarono una serie di fratture e di abbassamenti (Val Charino, Valle del Venacquaro, Val Maone, Campo PericoliCampo Imperatore). Su queste, a partire da 600.000 (Günz) fino a circa 10.000 (Würm) anni fa, agirono le forze erosive delle glaciazioni. Queste ultime hanno lasciato segni particolarmente evidenti, soprattutto sul versante settentrionale del gruppo: piccoli circhi glaciali caratteristici sono individuabili, ad esempio, nella zona del Monte San Franco (valli dell’Inferno e del Paradiso), ma anche in prossimità del Monte Aquila e del Monte Scindarella.

Laghetto Pietranzoni, sulla piana di Campo Imperatore, sullo sfondo il Corno Grande.

ghiacciai più grandi rappresentavano punti di convergenza naturali di questi circhi glaciali posti più in alto; ad esempio, il ghiacciaio che occupava Campo Pericoli si alimentava dai circhi posti a nord delle creste del Corno Grande, del Monte Aquila, del Monte Portella e del Pizzo Cefalone. In queste conche la neve si compattava e si trasformava in ghiaccio, che confluiva nella Valle del Venacquaro e in Val Maone verso Pietracamela, dove sono visibili ancora oggi resti morenici risalenti alla glaciazione del Riss. Poiché le glaciazioni successive hanno cancellato i segni lasciati da quelle precedenti, e poiché la glaciazione del Riss è antecedente a quella del Würm, questa morena rissiana è una delle rare prove del fatto che le valli del Gran Sasso sono state occupate dai ghiacciai più e più volte nel corso del Neozoico.

Il 22 agosto 2006 nella parete nord-est (il paretone) del Corno Grande, a causa di normali processi erosivi, si è verificata una frana di grandi dimensioni (da 20.000 a 30.000 m³ di roccia si sono distaccati dal quarto pilastro), senza conseguenze sull’incolumità pubblica. Il 23 agosto 2016 a causa del sisma che ha colpito AmatriceAccumoliArquata del Tronto e altri paesi dell’Appennino Centrale è franato un pezzo del Corno Piccolo.

Il massiccio ospita il Ghiacciaio del Calderone, posto sul versante settentrionale del Corno Grande, tradizionalmente considerato il ghiacciaio più meridionale d’Europa; in tutta l’area sono inoltre presenti anche alcuni glacio nevati e nevai: i più importanti si trovano alle pendici del Corno Piccolo, sotto uno sperone roccioso a metà strada tra il Rifugio Franchetti e la Sella dei Due Corni, noto come glacionevato Franchetti; sul Monte Infornace in un canalone fino alle vicinanze della vetta, innevato solitamente tutto l’anno, è presente invece il Nevaio di Fonte Rionne; nei pressi del Monte Camicia sono presenti due nevai perenni uno dei quali a circa 1150 m noto come Nevaio del Fondo della Salsa. Numerose, d’inverno, sono le cascate di ghiaccio, alcune delle quali si trovano alla base del Monte Camicia, sempre nella zona del Fondo della Salsa, mentre altre cascate importanti sono Ghiaccio del Sud e la Cascata del peccato.

INFORMAZIONI
Gran Sasso d’Italia
Corno Grande e Corno Piccolo visti dal teramano
ContinenteEuropa
Stati Italia
Catena principaleAppennini
Cima più elevataCorno Grande (2.912 m s.l.m.)
Lunghezza50 km
Larghezza15 km
Massicci principaliAppennino abruzzese
Tipi di roccecalcaredolomia
P a n o r a m i W e b